Usare una macchina per fare lo yogurt, quali sono i punti di forza e i limiti?

“Una raccomandazione per gli adolescenti è di non trascurare una leggera prima colazione: dà energia e nutrienti dopo il digiuno notturno e aiuta la concentrazione e il rendimento in tutte le attività della mattina. Non serve mangiare tanto, ma mangiare bene sì. Poco e giusto. Anche gli spuntini sono parte integrante”.  Frase dell’oncologo e politico italiano Umberto Veronesi sull’importanza della colazione come pasto principale per affrontare la giornata.

Molti nutrizionisti consigliano lo yogurt nella colazione o nello spuntino perché aiuta la flora batterica in quanto è frutto della fermentazione del latte operata da batteri appartenenti al genere Lactobacillus o Strepococcus. Lo yogurt può essere fatto comodamente a casa usando una yogurtiera. Qui di seguito cercherò di mostrarvi i punti di forza e i limiti di una yogurtiera per aiutarvi nella scelta più in linea con le vostre esigenze. La descrizione peculiare delle yogurtiere che a breve vi descriverò non deve scoraggiarvi anzi deve provocare in voi la curiosità e la voglia di capire quali sono realmente i vostri desideri.

Cos’è una yogurtiera?

La yogurtiera è un dispositivo che crea, al suo interno, l’ambiente ideale per la fermentazione del latte da parte dei lattobacilli. Immaginiamo una piccola incubatrice che mantiene una temperatura costante di 40-45 °C, ottimale per far crescere i batteri e operare la scissione del glucosio. Alla base dell’elettrodomestico c’è una resistenza elettrica che lo scalda e un meccanismo di controllo regola per mantenere la temperatura sempre allo stesso valore. Il processo è molto semplice: il latte e i fermenti devono essere versati all’interno di un contenitore che può essere di vetro o plastica, vasetti o caraffe. Esso deve essere posato sulla base del piano riscaldato ed infine affinché avvenga in modo corretto il processo di fermentazione il contenitore deve essere coperto. Il tempo che occorre perché lo yogurt sia pronto è di 6 ore, durante le quali è bene non aprire il contenitore. Ci sono due tipologie di yogurtiera: a caraffa e a vasetti. Di seguito, descriverò i due tipi di yogurtiera e cercherò di indicarvi i punti di forza e i limiti, in modo che voi siate consapevoli della scelta più in linea con i vostri desideri e le vostre esigenze quotidiane.

I punti di forza e i limiti

La scelta tra le due tipologie di yogurtiera dipende dal vostro consumo di yogurt quotidiano. La tipologia a caraffa è più consigliata per una persona sola mentre per tutta la famiglia quella a vasetti è più indicata perché riesce a produrre diversi gusti di yogurt.

Dipende anche dallo spazio che avete nella vostra cucina, considerando che la yogurtiera a vasetti è più ingombrante di quella a caraffa che ha dimensioni più ridotte e design eleganti adatti a qualsiasi tipo di cucina. Inoltre, le yogurtiere presentano vari prezzi, che si aggirano intorno ai 15 – 40 euro. In generale, quelle più economiche sono quelle a caraffa, i costi di quelle a vasetti cambiano a secondo dei materiali di fabbricazione e della dotazione di vasetti. Ci sono quelle più semplici o quelle in acciaio inox con schermo a led. Certamente, se scegliete una macchina che produce, oltre, allo yogurt, anche il formaggio, i costi saranno più onerosi perché sono dispositivi tecnologicamente più avanzati.

Il consumo energetico è minimo sia che si tratti della yogurtiera a caraffa e sia di quella a vasetti, si aggira intorno ai 20W. Le yogurtiere in metallo, con schermo a LED, potrebbero avere delle potenze leggermente superiori, intorno ai 30W. Fare lo yogurt a casa, sicuramente è, comunque, economico e conveniente: comprare il latte e i fermenti è una spesa minima. Un litro di latte costa poco più di un euro e lo stesso prezzo ha lo starter. I fermenti acquistati in farmacia costano un po’ di più di un vasetto di yogurt. Lo starter autoprodotto può essere riutilizzato più volte nei successivi processi di fermentazione.

Se considerate lo yogurt un toccasano per la vostra salute e siete persone intraprendenti con la voglia di sperimentare allora sicuramente la yogurtiera a vasetti fa al caso vostro.

Ma ora scopriamo le tipologie…

La yogurtiera a caraffa

La yogurtiera a caraffa è formata da un vano contenitore in cui inserire una caraffa della capienza di 1-1,5 litri. L’apparecchio è munito di due coperchi, uno per il boccale e uno che chiude l’elettrodomestico stesso, inoltre, c’è un tasto per l’accensione e lo spegnimento della macchina.

I punti fi forza di questo tipo di yogurtiera sono: è compatta e poco ingombrante, produce grandi quantità di yogurt ed ha prezzi contenuti. I limiti sono: non può produrre diversi gusti di yogurt ma solo un gusto alla volta e può essere diviso in porzioni solo quando è pronto, non è dotata di timer e quindi non si può impostare lo spegnimento automatico

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La yogurtiera a vasetti

Nella yogurtiera a vasetti il latte, mescolato ai fermenti, è diviso in vari contenitori di vetro, della capienza di 100-150 ml. Il numero dei vasetti è variabile, da 6 a 14. La macchina è formata da una piattaforma sulla quale sono posti i contenitori con la miscela. Oltre ai singoli tappi per i vasetti, il dispositivo può avere uno o due coperchi di chiusura.

I punti di forza sono: a differenza della yogurtiera a caraffa, questa può produrre più gusti alla volta ed è dotata di timer e, dunque, di spegnimento automatico. Il limite è sicuramente la sua grandezza perché è ingombrante ed è leggermente più costosa

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Conclusioni

Lo yogurt è un alimento che è apprezzato in maniera diversa dalle persone, perché ognuno ha i propri gusti personali: un prodotto che può essere buono per un individuo non potrebbe esserlo per un altro. C’è chi preferisce lo yogurt compatto e chi quello cremoso, chi lo vuole dal marcato sapore acido e chi, invece, preferisce mitigare questo gusto. Solo l’esperienza, la tecnica e la scelta da parte vostra degli ingredienti giusti vi faranno ottenere uno yogurt perfetto per voi stessi.

Indipendentemente dai gusti personali, però, un buon prodotto si ottiene sempre da ingredienti di partenza di qualità. Com’è importante scegliere un latte di cui si conosce l’origine, lo stesso dovete fare con gli starter che devono contenere un numero sufficiente di fermenti lattici affinché avvenga una buona fermentazione

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Donatella De Stefano

Laureata in Scienze e tecnologie della comunicazione e in Professioni dell’Editoria e del Giornalismo alla Sapienza di Roma. Sono nata a Sapri, il mio paese di origine è Lauria ma vivo a Potenza. Lo shopping online è la mia passione, spaziando dalla moda agli elettrodomestici. Sono costantemente aggiornata sulle nuove proposte di tendenza e sono molto attenta al rapporto qualità/prezzo di un prodotto.

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